Ospitalità e accoglienza religiosa in Italia 

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Verona medievale: alla scoperta di Castelvecchio e del Ponte Scaligero

Nota in tutto il mondo per la sua meravigliosa Arena, che ogni estate ospita gli spettacolari allestimenti del Festival Lirico, nonché per essere stata scenario dello sfortunato amore di Romeo e Giulietta, di cui è tuttora ravvisabile traccia nella casa museo della giovane Capuleti, Verona è inoltre conosciuta per la bellezza dei suoi ponti che collegano le due sponde della città, attraversata dal fiume Adige.

Tra questi i più suggestivi sono senz'altro il Ponte di Pietra e il Ponte Scaligero. Il primo risulta essere l'opera di epoca romana più antica di Verona, in quanto fu costruito nel I secolo a.C.; tuttavia è il secondo ad attirare il maggior numero di visitatori, anche in ragione della sua prossimità al più grandioso monumento della città dopo l'anfiteatro romano: l'imponente Castelvecchio.

Eretto tra il 1354 e il 1357 per volere del signore di Verona Cangrande II della Scala, che in un periodo di guerre tumultuose desiderava trasferire la propria corte in un luogo sicuro, il maniero scaligero fu originariamente chiamato Castello di San Martino in Aquaro e assunse il nome di Castello Vecchio solo quando venne edificata per ordine dei Visconti una nuova roccaforte su Colle San Pietro. Dalla Torre del Mastio, posta al centro del castello che oggi ospita il Museo Civico di Verona, si slancia sull'Adige il Ponte Scaligero o Ponte di Castelvecchio, straordinario esempio di ingegneria medievale, non a caso celebrato dagli storici come "l'opera più audace e mirabile del medioevo in Verona". Il ponte, composto da tre arcate irregolari, lungo oltre 120 metri e largo più di 6, fu realizzato nell'arco di soli tre anni - tra il 1354 e il 1356 - per completare il sistema difensivo della fortezza, come testimoniano i camminamenti e le feritoie che si aprono lungo le mura aventi merlature ghibelline a coda di rondine.

Anche in questo caso a volerne la costruzione fu Cangrande II, che intendeva assicurarsi una via di fuga verso Nord, non tanto per proteggersi dagli attacchi di nemici esterni,  quanto per difendesi da probabili sommosse di fazioni nemiche interne alla città o da insurrezioni della popolazione veronese che aveva in odio gli Scaligeri. Osservandolo bene si noterà infatti che il ponte risulta in discesa verso la sponda sinistra dell’Adige, caratteristica che serviva ad agevolare la fuga in direzione di quella che era un tempo zona di campagna. Proprio per questo in origine il ponte era accessibile solo dal cortile interno, a conferma della sua esclusiva funzione militare che perdurò per lungo tempo. Il transito pedonale fu consentito soltanto dopo il 1870, quando un nuovo arco venne aperto vicino alla Torre dell'Orologio.

Considerato tra i monumenti più rappresentativi di Verona, il ponte resistette intatto al trascorrere dei secoli e alle più dure piene dell'Adige, fin quando i Francesi nel 1802 ne mutilarono una parte per posizionare i loro cannoni. Tuttavia la vera menomazione avvenne il 24 aprile 1945, quando i soldati Tedeschi, per coprire la propria ritirata, fecero saltare in aria tutti i ponti veronesi, inclusi il Ponte di Pietra e quello di Castelvecchio, che fu fedelmente ricostruito tra il 1949 e il 1951 usando solo le pietre bianche e i mattoni in cotto originali, recuperati dal letto del fiume.

 

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