Ospitalità e accoglienza religiosa in Italia 

Soggiorni per gruppi, singoli e famiglie nelle strutture religiose e laiche: Conventi, Monasteri, Eremi, Santuari, Case di accoglienza, Istituti e Case religiose, Foresterie, Case parrocchiali, Case per Ferie, Alberghi, Campeggi, Casali, Ostelli, Case alpine, B&B, Case Scout, Studentati, Terreni per tende

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Strutture censite

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727
Accessi disabili

1120
Impianti sportivi

1034
Sale riunioni

Roma, rione Monti: il Mosè di Michelangelo

La Basilica di San Pietro in Vincoli ospita la tomba di Giulio II, collocata sopra il celebre Mosè scolpito da Michelangelo, a cui il pontefice aveva commissionato nel 1505 la realizzazione del suo Mausoleo. Dopo una genesi complessa e sofferta, segnata da rotture e riappacificazioni tra il Papa e l'artista, nel 1545 venne finalmente terminata l'opera, descritta dallo stesso Michelangelo come la "tragedia della sepoltura".

La colossale statua, che costituisce il vero capolavoro del monumento funebre, ritrae il personaggio biblico solennemente seduto con le Tavole della Legge sotto il braccio, mentre con l’altra mano si arriccia la barba, che secondo il Vasari fu scolpita con una tale perfezione da sembrare più “opera di pennello che di scalpello”. Il momento rappresentato è quello successivo alla consegna dei Comandamenti sul monte Sinai, quando Mosè trova gli israeliti intenti ad adorare un vitello d’oro.

Il liberatore del popolo d'Israele, quindi, è profondamente adirato e sembra sul punto di alzarsi per distruggere ogni cosa. Un'ira perfettamente espressa dalle vene gonfie e dai muscoli in tensione, ma soprattutto dal volto contratto in cui spicca uno sguardo accigliato e severo non a caso definito "terribile". Le corna sul suo capo deriverebbero, invece, da una traduzione errata del Libro dell'Esodo in cui si narra che Mosè, mentre scendeva dal Sinai, aveva la fronte illuminata da due raggi.

L'ebraico karan o karnaim (raggi) potrebbe essere stato confuso con keren (corna), dando origine a questa particolare iconografia. Tuttavia il tratto veramente distintivo dell'opera è la lieve linea di frattura visibile sul ginocchio del Mosè, legata a una famosissima leggenda secondo cui Michelangelo, contemplando la sua creazione e stupito egli stesso dal realismo delle sue forme, l'avrebbe colpita con il martello in quel punto, esclamando: "Perché non parli?".

Infine è da notare che ai lati del Mosè sono collocate le due figure femminili di Rachele e Lia, simboleggianti rispettivamente la vita contemplativa e la vita attiva, sopra cui si staglia il sarcofago di Giulio II.

Ilaria Costanzo

 

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