Ospitalità e accoglienza religiosa in Italia 

Soggiorni per gruppi, singoli e famiglie nelle strutture religiose e laiche: Conventi, Monasteri, Eremi, Santuari, Case di accoglienza, Istituti e Case religiose, Foresterie, Case parrocchiali, Case per Ferie, Alberghi, Campeggi, Casali, Ostelli, Case alpine, B&B, Case Scout, Studentati, Terreni per tende

124.645
Posti letto

4.150
Strutture censite

1.709
Strutture aderenti

797
Accessi disabili

1173
Impianti sportivi

1108
Sale riunioni

Per tre giorni abbiamo fatto la cosa giusta

Dall'8 al 10 marzo a Milano si è svolta la 16a edizione della fiera "Fa' la cosa giusta", la prima e la più grande fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Tra eventi, laboratori, incontri, letture, workshop, presentazioni, degustazioni e spettacoli, abbiamo avuto occasione di conoscere persone eccezionali impegnate nella condivisione, promozione e diffusione di “buone pratiche” di consumo e produzione. Come Cristina Menghini, guida ambientale escursionistica, una delle camminatrici italiane più attive e conosciute.

Con lei il 17 marzo partiremo per la via Francisca del Lucomagno.

 

2019: l'anno del turismo lento

La nostra presenza alla fiera non è stata casuale. Sebbene l’appuntamento rappresenti una preziosa opportunità di aggiornamento e formazione per chiunque operi nei vari settori del volontariato, l’edizione di quest’anno ha coinciso con una celebrazione che riguarda molto da vicino Ospitalità Religiosa.

Il 2019 infatti è stato nominato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali “anno del turismo lento”.

Questa forma di turismo, che trova sempre maggiore consenso, è basato sulla conoscenza del territorio, più che sul suo consumo, perché permette di riscoprire la dimensione più autentica del luogo ospitante.

Recuperando il tempo e l’autenticità, i viaggiatori “slow” vivono i ritmi della natura, allontanandosi temporaneamente dalla frenesia della città e della quotidianità.

 

Turismo lento e turismo spirituale

Il turismo lento riabitua alla riflessione, stimola e ispira la capacità di meravigliarsi della natura, invita a stringere le relazioni interpersonali e permette di costruire un’esperienza di viaggio più piena, più solida, più vera.

Camminare, respirare, fermarsi a guardare, ascoltare i silenzi, e poi condividere la tavola con le persone che ci ospitano, riposare, lasciare che il corpo e la mente recuperino le proprie energie senza forzarli è l’essenza del turismo spirituale.

Ritrovare lo scorrere naturale del tempo è una sensazione sorprendente che, una volta provata, si cerca in ogni viaggio e in ogni luogo.