Ospitalità e accoglienza religiosa in Italia 

Soggiorni per gruppi, singoli e famiglie nelle strutture religiose e laiche: Conventi, Monasteri, Eremi, Santuari, Case di accoglienza, Istituti e Case religiose, Foresterie, Case parrocchiali, Case per Ferie, Alberghi, Campeggi, Casali, Ostelli, Case alpine, B&B, Case Scout, Studentati, Terreni per tende

124.645
Posti letto

4.150
Strutture censite

1.709
Strutture aderenti

797
Accessi disabili

1173
Impianti sportivi

1108
Sale riunioni

Turismo responsabile e turismo sostenibile

Capita sempre più spesso di leggere o ascoltare di strutture che praticano -o enti che promuovono- il “turismo responsabile”. Ma che cos’è, in sostanza?

Nel 2005, l’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) ha adottato la definizione seguente:

“Il turismo responsabile è il turismo attuato secondo i principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture; esso riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio, e opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori”.

In questa definizione è racchiuso anche il concetto di turismo sostenibile, che, a differenza del turismo responsabile, il quale insiste sulla responsabilità etica del viaggiatore, considera l’impatto del turismo sull’ambiente, cioè il rischio di inquinamento e degrado ambientale legato al turismo.

 

Quel qualcosa in più: il turismo spirituale

Il turismo spirituale e religioso comprende senza dubbio l’approccio responsabile e sostenibile al viaggio, ma vi aggiunge degli elementi importanti che rendono l’esperienza più ricca e profonda.

Non bisogna essere necessariamente pellegrini e neanche credenti per praticare il turismo spirituale. La spiritualità infatti è una dimensione dell’essere molto personale, che ognuno vive e interpreta a modo proprio. I credenti ne danno un significato religioso, vivendola attraverso l’esperienza della fede e nel rapporto costante con la divinità, i non credenti la limitano a una relazione con i livelli più profondi e intimi del proprio io.

Ad ogni modo, entrambi, nel viaggiare e nell’essere turisti spirituali, responsabili e sostenibili, perseguono i valori di: consapevolezza, rispetto, autenticità delle relazioni, accoglienza, amore per la scoperta e sete di conoscenza, apertura al nuovo e curiosità, ricerca della bellezza e della gioia, ricchezza delle esperienze e pienezza della vita, volontà di crescita personale, desiderio di condivisione, amore per la semplicità, armonia, natura come un dono.   Viaggiare, in generale, ci fa scoprire molto di ciò che ci circonda e delle persone con le quali condividiamo la meraviglia dell’esistenza. Viaggiare in modo resposabile, sostenibile e spirituale va oltre, facendoci scoprire tanto di chi crediamo di conoscere benissimo e invece non manca mai di sorprenderci: noi stessi.